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Le schede di coltivazione - Paphiopedilum - |
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I paphiopedilum, o scarpette di venere, sono originari della giungla dell'estremo oriente, compresa l'Indonesia. Sono piante semiterrestri e crescono nell'humus o altro materiale sul suolo della foresta, dentro a fessure delle rocce e occasionalmente sugli alberi. Sono facilmente coltivabili in casa, sotto luce artificiale, o in serra.
LUCE Per queste piante è più facile che per le altre orchidee fornire una illuminazione adeguata. Hanno bisogno di una sistemazione luminosa ma non esposta direttamente al sole pieno: in casa una finestra esposta a est o a ovest oppure a sud ma schermata durante le ore centrali. Anche in serra è necessario ombreggiare per evitare bruciature alle foglie. In casa si possono ottenere ottimi risultati con tubi fluorescenti a distanza di 15 - 30 centimetri sopra le foglie.
TEMPERATURA Le esigenze dei paphiopedilum sono molto varie. I tipi da caldo vanno tenuti tra i 15° e i 18° C notturni e tra i 24° e i 29° C o più durante il giorno. I tipi da freddo richiedono 7° - 12° C di notte e 24° - 27° C di giorno. Comunque alcuni coltivatori vantano ottimi risultati coltivando tutte le piante alla stessa temperatura. Temperature notturne di 4° C sono tollerate (coltivazione all'aperto in clima temperato), come anche dei massimi fino ai 35° C. In caso di freddo le piante sono facilmente soggette a marciume (conviene mantenere bassa l'umidità ed evitare di bagnare le foglie e la corona delle piante). Se molto caldo, è necessario proteggerle dalle bruciature (aumentando l'umidità ed il movimento d'aria intorno ad esse).
ACQUA Queste piante non presentano pseudobulbi, pertanto devono rimanere costantemente umide ma non zuppe. Le radici non devono asciugare mai. Le annaffiature possono essere una o due a settimana.
UMIDITA' Deve essere moderata. In casa ciò può essere ottenuto sistemando le piante su dei vassoi contenenti dell'argilla espansa bagnata; l'acqua non deve raggiungere i vasi. In serra l'umidità presente è generalmente sufficiente, può comunque essere innalzata utilizzando un cooler ad evaporazione nelle zone con un clima particolarmente caldo. Il movimento d'aria è essenziale, specialmente in caso di alta umidità.
FERTILIZZAZIONE E' necessario effettuarla regolarmente facendo attenzione a non bruciare le radici. Se si utilizza un qualunque composto a base di bark, si raccomanda un fertilizzante ad alto contenuto di azoto in primavera (tipo il 30-10- 10), passando ad un bilanciato(20-20-20) durante il resto dell'anno. Nei climi caldi alcuni coltivatori impiegano delle concentrazioni ridotte, del 50% ogni due settimane; altri utilizzano un quarto della concentrazione ad ogni annaffiatura. E' importante lavare bene le radici una volta al mese con acqua piovana dall'eccesso di fertilizzante che potrebbe causare bruciature. In caso di basse temperature è sufficiente concimare una volta al mese.
RINVASO Andrebbe effettuato ogni due anni o quando il substrato inizia a decomporsi. Le piantine giovani o più piccole sono spesso rinvasate ogni anno. I mix variano moltissimo; molti sono a base di bark di pezzatura fine o media con vari additivi tipo perlite (lana di roccia), sabbia grossa o sfagno, pomice e lapillo vulcanico. E' comunque necessario che mantengano bene l'umidità e un ottimo drenaggio. Le piante più grosse possono essere divise tagliandole in gruppi contenenti tre o quattro getti. Si svilupperanno quindi delle divisioni giovani che però tenderanno a non fiorire. Il rinvaso va effettuato allargando le radici su di una manciata di substrato sistemato sul fondo di un nuovo vaso. Si aggiunge quindi altro mix fino a coprire per circa un cm la giunzione tra radici e gambo della pianta. Non impiegare contenitori troppo grandi: una pianta di medie dimensioni necessita di un vaso di circa 10-15 cm di diametro. |
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